6° CONGRESSO NAZIONALE SIMM

Roma, 21-22 Novembre 2013

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Presentazione

Non può esserci crescita infinita in un sistema a risorse limitate, soprattutto se il sistema in questione è chiuso, complesso ed ha come obiettivo la tutela del diritto alla salute. La complessità, limite e forza della sanità del XXI secolo, nasce della definitiva emancipazione di tutti gli attori in gioco, dai cittadini alle professioni sanitarie, dai manager all’Industria: il risultato di questa evoluzione di ruoli e consapevolezze produce un vibrante tentativo di cambiamento, ma mai armonico.

ça crisi internazionale, in aggiunta, sta colpendo duramente la tenuta del welfare in Europa e tra i primi interventi di razionalizzazione possono essere annoverati proprio quelli che hanno interessato i sistemi sanitari: Spagna, Grecia e Portogallo sono soltanto alcuni esempi. In Italia l’esperienza della regionalizzazione spinta, che ha generato 21 sistemi concorrenziali in perenne conflitto con il livello centrale, va probabilmente ripensata per creare una vera autonomia responsabile ed evitare il naufragio generale.

La Società Italiana Medici Manager (SIMM), nella consapevolezza che lo stato inerziale sia l’anticamera dello sfaldamento di un Servizio Sanitario Nazionale (SSN), equo, universale e solidale così come lo abbiamo finora conosciuto, ha deciso di dedicare il proprio VI Congresso Nazionale all’unità dei professionisti della salute ed alla centralità della leadership medica in sanità come strumenti per rivoluzionare e rilanciare il SSN. In questo la recente esperienza inglese di ristrutturazione del National Health Service (NHS), così vicina e così lontana allo stesso tempo, deve esserci di immediato aiuto per evitare errori da non commettere e, nel contempo, fornirci gli strumenti per disegnare ed esplorare vie del tutto nuove.

Tutti concordano sulla necessità di salvare il SSN ma nessuno possiede le coordinate della rotta da seguire, quanto mai incerta. Pertanto serve il coraggio di rivoluzionare, non solo di riorganizzare poiché soltanto un nuovo approccio culturale da parte dei medici e la valorizzazione delle energie e delle competenze migliori può guidare il cambiamento e fermare il declino.