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Per una sanità di valore

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Quando si avvia una rivoluzione, coloro che detengono il potere sono spesso gli ultimi ad accorgersene, specialmente se l’arma è la conoscenza e non la polvere da sparo, se l’artiglieria è Internet e non i cannoni, e se i rivoluzionari sono i pazienti, spesso ancora educati e deferenti nei confronti degli operatori sanitari. La Terza Rivoluzione Sanitaria è già cominciata ed avrà un impatto enormemente rilevante.

Ne sono talmente convinti Walter Ricciardi (Direttore Istituto di Igiene della Cattolica di Roma) e Sir Muir Gray (Professore di Public Health ad Oxford) che, a quattro mani, hanno scritto l’agile e appassionante volume.

“Per una Sanità di valore. Come garantire servizi sanitari ottimali in un epoca di risorse scarse.

Il risultato è un piccolo gioiello di comunicazione che offre una chance in più per tutti coloro i quali credono ancora fermamente che un Servizio sanitario nazionale, equo e accessibile, non sia soltanto un valore assoluto da difendere, ma possa diventare una reale opportunità di crescita sociale ed economica.

“Come la Prima Rivoluzione Industriale” sottolinea la prefazione “la Prima Rivoluzione Sanitaria era basata sul senso comune.

Era infatti il buonsenso che aveva condotto all’invenzione dei telai meccanici ed era la logica che aveva portato alla separazione dell’acqua dai liquami, molto tempo prima che i microbiologi scoprissero i batteri responsabili del colera e del tifo”.

“La Seconda Rivoluzione, sia nell’industria che in sanità, è stata guidata dalla Scienza. Cioè da biologi, chimici, ingegneri e fisici, che inventarono e svilupparono farmaci, trapianti e protesi artificiali divenuti indispensabili per le attività dei medici. La Terza Rivoluzione Industriale” affermano gli autori “sta trasformando ogni servizio ed impresa e i suoi pilastri sono la conoscenza, il Web ed i cittadini. Sia il lavoro dei medici che le attività dei pazienti saranno presto radicalmente modificate dalle forze della Rivoluzione, così come lo sono già stati quelli dei banchieri, delle compagnie telefoniche e degli agenti di viaggio”.